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Ambiente - 01 gennaio 2011
Lo situazione di molti corsi d’acqua

Questa è la situazione che caratterizza molti nostri corsi d'acqua a carattere torrentizio, in questo caso il Tiepido in prossimità del ponte ciclabile tra Montale e Castelnuovo Rangone.

L'evidente deposito ghiaioso, dovuto alla consistente stratificazione del carico di fondo, ha di fatto deviato l'originale corso del torrente, che si sta scavando ora un alveo sempre più verso la sponda destra, a mò di largo meandro. Quando queste situazioni si trovano in prossimità di ponti e strutture artificiali o arginature con strade e ciclabili, finiscono inevitabilmente per eroderle, creando danni enormi. L'alveo dovrebbe essere riportato nella giusta traiettoria a mezzo escavazione meccanica dei depositi durante i periodi siccitosi quando i torrenti sono in "morbida", ma questo raramente viene fatto, per motivi puramente economici.

Così i torrenti, ma anche fiumi come il Panaro, hanno l'alveo originario ostruito da sedimentazioni di ghiaione naturale alte metri, mentre la corrente di piena è costretta a farsi strada ai lati erodendo le sponde, estirpando alberi e arbusti, allagando strade. Mentre si criticano le concessioni estrattive di ghiaia che profondano oltre i 15 metri limitati tratti del fiume, non si interviene ad escavare in linea quei depositi di materiali grossolani che oramai la corrente da sola non è più in grado di trasportare a valle. Esiste solo la cultura del rendiconto economico e non ci sono fondi per approntare misure di prevenzione idrico-geologica, senza i quali gli interventi non sono economicamente supportabili. Ma il buon agricoltore con il suo scavafossi pulisce e profonda  tutto il tratto del canale di drenaggio dei sui campi, non procede scriteriatamente facendo profondi buchi ogni due -tre km nei suoi fossi: perché allora trattiamo così i nostri corsi d'acqua ?

 


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