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Politica locale e nazionale - 11 aprile 2011
Sicurezza, lettera aperta del Pd al ministro Maroni

I segretari Baruffi e Boschini scrivono al titolare del Viminale in occasione della firma del Patto per Modena sicura tra Prefettura e Comune di Modena

 

Al ministro dell’Interno

Roberto Maroni

 

Lei domani sarà a Modena per la firma del Patto per Modena sicura tra la Prefettura e il Comune. Un appuntamento a lungo atteso dalla nostra città che salutiamo con favore e che dimostra sicuramente sensibilità nei confronti delle Istituzioni e dei cittadini di Modena.

L’augurio è che la firma del documento non si riduca a puro atto formale ma si traduca in impegno concreto da parte dell’amministrazione dello Stato sul fronte delle risorse da destinare alla sicurezza nella nostra città, onorando finalmente gli impegni assunti.

La situazione degli organici delle forze dell’ordine continua ad essere drammatica. Il numero complessivo di agenti di polizia in servizio in tutta la provincia è fermo al 1989. Mancano, rispetto alla pianta organica, 70 poliziotti, 70 carabinieri, 60 agenti della Finanza, 65 agenti di polizia penitenziaria, 35 vigili del fuoco.

Ugualmente critica la situazione in Tribunale, dove mancano ben 55 unità di personale amministrativo. Senza contare che nelle carceri emiliane e a Modena si registra uno dei più alti indici di sovraffollamento in Italia (+88 per cento rispetto alla capienza prevista).

Siamo assolutamente consapevoli che sulla sicurezza ognuno deve fare la sua parte: lo Stato da un lato, gli enti locali dall’altro. Per questo siamo convinti dell’efficacia di una gestione integrata della sicurezza, che non vuol dire però scaricare sulle spalle dei Comuni l’onere di garantire l’ordine pubblico trasformando i sindaci in sceriffi (come ha giustamente chiarito una recente sentenza della Corte costituzionale). Siamo anzi convinti che una maggiore chiarezza nei ruoli e nelle competenze possa contribuire a rendere più efficace il controllo del territorio e il contrasto della criminalità.

Lo stesso dicasi per il problema immigrazione, reso ancora più acuto dall’emergenza profughi di questi giorni e di queste ore. I nostri territori si sono resi disponibili ad accogliere le persone in fuga da guerre e dittature.

E’ una prova di solidarietà e di responsabilità civile che però dovrà coinvolgere, nella stessa misura, Piemonte, Lombardia e Veneto, senza concessione alcuna ad egoismi e “separatismi” di sorta. E’ auspicabile che almeno in questo frangente le forze che compongono la maggioranza di governo sappiano parlare con voce unica e autorevole.    

 

 

Cordiali saluti                                                         Davide Baruffi e Giuseppe Boschini

 


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