Pubblicità su Bice
FacebbokStampaEmailRiduci caratteriDimensione di partenza dei caratteriIngrandisci caratteri
Società - 01 novembre 2005
Piagnoni in TV

San Giolacrime.jpgvanni, nell’Apocalisse parla di una futura Gerusalemme celeste: simbolicamente essa rappresenta il corpo dell’Uomo perfetto; l’uomo rigenerato dalla virtù e dalla purezza. L’Uomo che ha purificato i suoi centri energetici e le sue porte sacre: più precisamente gli occhi, la bocca, le narici e…. Egli è sempre alimentato dalle correnti pure del cielo che divengono la linfa delle sue cellule ed edificano così il Tempio Interiore dove la luce Cristica dell’Amore risiederà per sempre. Tale uomo sarà il nuovo Adamo Cristos vivete, ricco delle virtù quali l’amore, la dolcezza, l’umiltà, la generosità, la compassione.

L’uso delle lacrime che attraversano una delle parti celesti – gli occhi – deve avere una qualità e vibrazione celeste per rispettare lo sguardo.

Si pensa sia normale di fronte alla offesa, al dolore o alle umiliazioni, piangere. In realtà lo scaturire delle lacrime può dare conforto e sollievo, ma le lacrime sono ben altro.

Si pensi a chi riesce a comprendere e a vedere la bellezza nell’arte, a chi sa apprezzare la poesia, a chi riesce a cogliere nelle opere artistiche il messaggio del loro ideatore e di fronte a tanta magnificenza si commuove. Queste lacrime di stupore per tanta squisita bellezza e magnificenza contengono un elevato potere di purificazione. Esse sono come rugiada celeste che lavano via tutte le macchie delle emozioni più basse, che ci impediscono di vedere lo spirito dentro di noi. Si pensi che un grande Maestro della Fratellanza Bianca, Sarmong, sosteneva che qualora si potessero raccogliere quelle lacrime celesti, si sarebbero potuti creare oggetti magici, semplicemente spruzzandole contenendo le stesse particelle della Divinità.

È evidente, che chi ha compreso tale messaggio, di fronte alle prove della vita assume atteggiamenti d’imperturbabilità, anzi giudica le lacrime come una grande mancanza di forza e di carattere tanto da sentirsi, come individuo, disonorato. pianto  - vignetta.jpg

Fatta questa premessa lascio al lettore le considerazioni conseguenti per coloro che vanno in televisione a sciorinare lamenti e fiumi di lacrime, che nessuno sembra poter asciugare, con l’unico scopo di creare il consenso e la solidarietà di un pubblico televisivo che ben poco ha da spartire con la vera bellezza e trascendenza ormai diseducato com’è dal recepire messaggi di qualità, onore, bellezza, dignità.

La speranza e che spegnendo i televisori iniziamo insieme a lavorare per la qualità globale.


Commenti
Non ci sono commenti.