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Politica locale e nazionale - 13 aprile 2011
Commento sulla lettera del Sindaco a CRI

Abbiamo seguito con scarso interesse le vicende di questi ultimi giorni (Gherardi e Severi) perché, sebbene non sia opinione popolare, non ci interessa la politica fatta con attacchi personali che nulla hanno a che fare con la gestione della cosa pubblica. In un caso si trattava di un esagitato, cittadino come tutti, che non ricopre nessun incarico istituzionale, nell’altro nemmeno si è scoperto chi fosse il peccatore, e neanche si è capito del tutto quale fosse il peccato. Ma questa volta la faccenda è molto grave. Questa volta il peccatore ricopre (eccome) l’incarico istituzionale per eccellenza, e il peccato è stato di “suggerire alla CRI che al suo interno ci fosse un guastatore del suo buon nome”, guastatore per il semplice fatto di fare politica in un partito con idee diverse dal suo. E questi come tutti sanno sono i temi che Italia dei Valori ha posto come pietre miliari del suo programma politica, e di cui non può accettare il loro accadimento.         

Ora il sindaco e i suoi collaboratori dovranno rendere conto a qualcuno. Se almeno a Sassuolo il PDL aveva dimostrato di avere della dignità oggi invece scopriamo che anche in via Fenuzzi accadono le stesse cose che accadono a Palazzo Chigi. E se il sindaco avesse della dignità dovrebbe prima chiedere scusa ai cittadini (ai quali da anni dice di essere il solo a preoccuparsi per loro) e poi trovare il coraggio di dimettersi. Queste cose da vecchia Democrazia Cristiana Sassuolo non le merita. Un sindaco che si erige a paladino dei sassolesi un giorno si e l’altro anche, che denuncia vecchi amministratori (salvo poi perdere tutte le cause) un giorno si e anche l’altro e poi sottobanco escogita queste infamie, Sassuolo non lo merita.

Vorremmo ora sapere dove sono tutti quei vertici del PDL da Modena a Roma pronti a stracciarsi le vesti per una “aggressione verbale” di cui non è stato chiarito nulla e vorremmo anche sapere cosa ne pensano tutti quei movimenti e pseudo-movimenti pronti a stracciarsi le vesti per delle infelici frasi su un giornale online da parte di un cittadino privato.

 


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