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Politica locale e nazionale - 16 agosto 2011
Manovra iniqua e sulle festività siamo al grottesco

Mentre si calcola l’entità della manovra del Governo sulle finanze del Comune, il sindaco di Modena Giorgio Pighi interviene sull’accorpamento delle festività

 

"Dal punto di vista economico non vale nulla o addirittura il saldo potrebbe essere negativo se sulla bilancia di rischi e benefici ci si mette anche il valore del movimento turistico; di sicuro sarebbe un danno grave all'immagine del Paese, soprattutto risulterebbe offensivo di valori e riferimenti della nostra storia civile, che da un lato sono parte integrante del nostro essere popolo e dall'altro tutelano uno dei pochi elementi identitari che ancora resistono e cioè l'appartenenza ad un territorio".

Il sindaco Pighi affida a una nota stampa la sua posizione nettamente contraria alla decisione del Governo di spostare tutte le festività infrasettimanali non comprese nel Concordato: quindi il 25 aprile, il Primo maggio e il 2 giugno, e insieme a queste anche le festività legate a altre celebrazioni religiose come il Santo Patrono.

"Per la città Medaglia d'Oro della Resistenza - prosegue il sindaco - non è accettabile che si tenti di attenuare il significato di quell'impegno e di quel sacrificio, così come non è pensabile che la Repubblica fondata sul lavoro non celebri adeguatamente la festa dei lavoratori e che dire poi del tentativo di sminuire la festa della Repubblica proprio nell'anno del 150esimo dell'unità nazionale.

In questo grottesco tentativo di scaricare le proprie responsabilità e incapacità, il Governo non ha considerato le conseguenze relative alle feste patronali (non essendo parte del concordato dovrebbero anch'esse essere spostate alla domenica più vicina) perché non riesco proprio a immaginare che, di proposito, abbiano potuto pensare di abolire di fatto la festività di S. Gennaro a Napoli, di S. Ambrogio a Milano e, per quanto ci riguarda, di S. Geminiano nella giornata del 31 gennaio. Verrebbe cancellata una tradizione secolare, che da sempre vede impegnati insieme, e sottolineo insieme, la chiesa modenese e l'Amministrazione della città."

Il sindaco di Modena conclude rivolgendosi ai cittadini: "Stiamo facendo i calcoli sugli effetti della manovra, calcoli resi complessi dall'incredibile pressappochismo di chi ci governa che, ancora una volta, non ha nemmeno la decenza e la capacità di parlar chiaro. Nel giro di qualche giorno saremo comunque in grado di riferire ai modenesi delle conseguenze dei provvedimenti del Governo e in quel momento si capirà quando siano demagogiche, se non sospette, le scelte relative alle festività. Per questo, personalmente e come sindaco della città, ho deciso di aderire agli appelli a favore del mantenimento delle festività civili e, aggiungo, anche di quelle religiose più radicate nel sentire comune di cittadini. Invito i modenesi a fare altrettanto, facendo sentire la propria voce e la propria contrarietà a provvedimenti sbagliati, inutili e gravemente lesivi di valori e tradizioni quanto mai attuali".

 

Cs


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