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Medicina - 20 dicembre 2005
CANCRO ovvero : il prezzo della immortalità:

Non sono certo che prima della cacciata dall ‘Eden ADAMO ed Eva fossero immortali, fatto sta che tra le malefatte  di quel  diavolo di serpente tentatore, le cellule di Adamo ed Eva divennero caduche,innescando biblicamente parlando, un processo di  deterioramento e invecchiamento che inesorabilmente culmina con la morte; ora, il desiderio e il senso della immortalità è rimasto latente nell’essere umano, il quale, come insieme armonico di tessuti tutti cooperanti ad una  medesima funzione, cioe’  la vita del’essere umano,rigenera le cellule invecchiate o danneggiate finchè l’armonia vitale,probabilmente espressa nell’anima platonica consente  il protrarsi della vita.

Talvolta pero’ non sappiamo se per l’incombere di una minaccia, per il parassitismo di un virus o pe r un guasto da cause non accertate del DNA  cellulare,e la impossibilità di porre ad esso riparo (tramite un  automeccanismo noto come DNA repair), talune cellule del corpo , in modo del tutto imprevedibile sono colte dalla febbre della immortalità: perchè di febbre appunto si tratta, in quanto  non solo il meccanismo riproduttivo cellulare viene spinto all’estremo, ma le cellule si creano anche tutta un serie di artifizi per sopravvivere ( specie una architettutra di vasi  capillari  atti al nutrimento, ma anche alla diffusione per via ematica o linfatica del tumore) per cui aumenta la temperatura; provvidamente , la natura ha previsto tutta una serie di meccanismi che diano alle cellule immortalizzate una certa capacità di attecchimento e sopravvivenza,ma la fine stessa del ciclo di immortalizzazione coincide con la distruzione dello equilibrio vitale e con la morte delle cellule stesse, buone ultime, dopo avere  resa impossibile la vita all’organismo nel suo insieme. Pare quindi chela natura abbia contrastato il concetto di immortalità cellulare con la riposta mortale del  corpo, cui nessun tumore puo’ comunque soppravvivere,  riducendosi alla morte,non da solo, ma  insieme a tessuti innocenti e devastando una vita biologica equilibrata prima altrimenti del tutto normale

Ore se solo la morte puo’ sopprimere, ma non sconfiggere il cancro,nel corso di un’epica quanto tragica  lotta per la immmortalità di una sola specie cellulare, privilegiata o condannata in virtù della conversione alla  immortalità , per avere osato tanto, alla  stessa sua anticipata  distruzione,unitamente a quella di tutto il corpo che la abita, evidentemente il meccanismo riproduttore cellulare, una volta immortalizzato ha pochissime probabilità di esser neutralizzato, proprio perchè esso corrisponde ,sotto il profilo evoluzionistico,ad  una condizione di base , all’ultima scintilla di vitalità, all’ultima espressione di sopravvivenza di una cellula vivente.                
Infatti, il sistema immunitario naturale è stato dedicato alla lotta contro i virus , i batteri, i protozoi, i funghi, in altre parole, i parassiti ( contro cui peraltro la immunità talvolta ,vinta,si infrange), ma non  contro il cancro ,oppure non direttamente, contro il cancro , a meno che esso non sia sia modificato al punto da essersi reso irriconoscibile  alle cellule immunitarie, e quindi in quanto irriconoscibile ed estraneo ,vulnerabile ai loro strali; e anche in questo caso, il ritmo proliferativo fa la differenza  per superare questa possibile barriera; alcune sostanze naturali, come interferone, citokine ( interleukine TNF etc) sono in grado di combattere il cancro , ma sempre in virtu’ di un meccanismo proinfiammatorio, che tende a creare un campo minato alla sopravivenza  delle cellule tumorali, ed in ultima analisi anche queste difese contro il tumore  al 90 %  falliscono specialmente quando il ritmo proliferativo delle cellule tumorali  è talmente alto da divenire incontrollabile:
su questo meccanismo rivolto a scatenare una risposta  infiammatoria,sono basati  tutti i vecchi esperimenti di infezione del tumore con germi, come il BCG ,il Corynebacterium Parvum, e certi Stafilococcchi: questi sono in grado di promuovere la distruzione ed estinguere solo  un modsto numero di cellule tumorali, un numero minimo residuo presumibilmente inferiore a 100.ooo unità cellulari.

Poi c’è il meccanismo della apoptosi:  un effetto suicida di autosoppressione, che agisce prevalentemente su cellule normali , ma invecchiate e con scarso rendimento funzionale: pare che alcuni farmaci attivino questo meccanismo in cellule tumorali, ma occorre in primo luogo che le ceullule  proliferanti abbiano ancora intatto questo dispositivo suicida, mentre molte  cellule tumorali nel loro vertiginoso proliferare, se ne sono sbarazzate completamente, perdendo quel pezzo di DNA  che contiene i geni che presiedono a questa funzione.

Anche in tal caso ogni tentativo diviene inutile, cosi’ come  contro la immortalità proliferativa a nulla valgono le bordate  di chemioterapici contro cui le cellule immortalizzate imparano a divenire resistenti , frapponendo addirittura le macerie  dei loro stessi residui distrutti e un sistema  di circolazione del tutto anarchico che ben poco serve a circuitare i farmaci  nell’area di sviluppo del tumore, farmaci che non trovano piu’ nemmeno il bersaglio perchè l’unico meccanismo immortale che si preserva è quello della proliferazione cellulare, al di là’ del  numero di cellule, sensibili al farmaco  e quindi potenzialemente uccise: ma il bersaglio proliferativo è in continuo movimento

E la farmacotossicità non riesce a coprire i ritmi di questo tumultuoso riprodursi delle cellule che si scindono e si riporducono a ritmo continuativo. Sarebbe come se con una contraerea si colpisse  un  velivolo che nel momento che è colpito si è appena diviso in due velivoli esattamente identici al primo, i quali a loro volta si risuddividono in altri due e quindi quattro sempre identici al primo,ma via via piu’ resistenti al fuoco della contraerea:un prevedibile modo per perdere la guerra per eccesso di bersagli mobili !

..Immortalità cellulare è quindi riproduzione, clonazione e gli stessi meccanismi che regolano questo meccanismo ,archetipico , la sintesi  citogenetica di come la energia della vita attraverso il processo creativo  oppure miliardi e miliardi di tentativi random di fusione tra  elementi a diverso numero atomico ed elettronico ( per quanto riguarda i 4 elementi base della materia organica che sono azoto,idrogeno ossigeno e carbonio,integrati successivamente con altri atomi  che servono ad esempio per i coenzimi o le vitamine in virtu’ del loro effetto red-ox) si è talmente perfezionato ed automatizzato che  il patrimonio genetico  fatto di zuccheri fosforo e nucleotidi specifici, alla fine si riproduce in qualsiasi condizione e in qualsiasi disagio  biologico noi frapponiamo alla vita,proprio per  tenere insieme la vita cioè questo fluire di energie che si è mirabilmente cristallizzato nella perfezione di un corpo umano. Proprio la  creatività ripetitiva cioè il moltiplicarsi delle cellule, essendo la estrema sintesi della conservazione biologica rappresenterà l’ultima conquista di questa pseudoonipotente cono-scienza biologica  che ci siamo fatti del Dna umano e dei meccanismi che lo regolano; conoscere, infatti, non vuole dire esser capaci di dominare, poichè il meccanismo stesso che ci ha fatto ci domina in realtà ed è padrone del nostro essere per intero.

Tutte le altre malattie quelle degenerative e da accumulo, quelle infiammatorie e le stesse malattie genetiche, una volta decifrate ,potranno essere curate a vita  oppure guarite,ma il cancro , che sorge e numericamente aumenta in tutte le specie animali esposte ai danni della  civiltà proprio come espressione di una minaccia all’equilibrio biologico del pianeta, quello sarà difficilmente dominabile ; chiaramente la radioattività e i carcinogeni sono il primo insulto che per via transplacentare si accumula nelle generazioni , culminando nelle malattie tumorali, anche in giovane età, come espressione di un processo  cumulativo  multigenerazionale che  si esplica come la somma longitudinale di tutti  i fattori di rischio energetici mutagenici  delle nostre precedenti generazioni. In questo senso il biblico “peccato originale “ insiste nel rischio della vita nostra e  degli esseri da noi generati, come accumulo di disturbo nella distribuzione elettronica della energia al DNA cellulare, che culmina, una volta  innescati quei processi di elisione dei meccanismi di riparo  ed attivati  quella di replicazione cellulare infinita , e senza limiti, nella insorgenza precoce del cancro.

Di qui la prevenzione, l’ablazione precoce di quel pool cellulare degenerato, proprio in quell’organo in cui maggiormente si è accumulata l’azione carcinogenetica ( intestino,e mammella   per l’alimentazione,e la nutrizione  reni   vescica e prostata  per il potus e  come filtro  del  metabolismo , sangue, e organi genitali come elemento di veicolazione, e procreazione, polmoni per la polluzione atmosferica, cervello come filtro selettivo di carcinogeni lipofili  a bassissimo peso molecolare che superino la barriera transplacentare etc)

Pertanto la oncologia sperimentale ci conferma che riducendo al minimo la alimentazione e l a esposizione dei soggetti ( ad esempio digiuno e dimagrimento ) si riduce la carcinogenesi,e si prolunga la vitalità , mentre, l’esposizione  frenetica dell’uomo moderno , nella  convulsa vita di relazione e  nello sfrenato consumismo turistico alimentare voluttuario,  e nel dare fondo alla  combustione delle riserve energetiche del pianeta , senza rispetto  per i contaminanti , la polluzione, gli inquinanti, l’uso di  farmaci , ormoni e droghe  etc, sposta sempre di piu’  l’incombente squilibrio delle cellule verso la minaccia alla vita, rilanciando  l’immortalizzazione cellulare, come segnale estremo di sofferenza e tensione alla evasione dalla morte della singola cellula, svincolata dal corpo cui appartiene e culminante con la morte della cellula stessa e di tutto il corpo come insieme.

E’ qui che deve intervenire il rationale meccanismo autoconsapevole dell’uomo per intero, il quale saprà ridare una disciplina al suo proprio corpo , affinche’ la armonia del proprio essere possa percorrere tutta unita e nella piu’ perfetta  sinergia,  l’intero  ciclo  metabolico vitale cui il proprio terreno genetico lo ha predestinato , abolendo tutti i fattori di rischio e prevenendo tutti momenti displastici e neoplastici: che evolvono in una tensone autodistruttiva 

Le campagne  di diagnosi preventiva e precoce  dei polipi intestinali o del cancro uterino sono la piu’ ideale dimostrazione di un comportamento prudente e rationale dell’homo sapiens, o per meglio dire dell’homo sanitans.. Ancora una volta la volontà e la razionalità insita nella intelligenza umana e il dominio delle proprie  passioni e istinti puo’ preservare la nostra integrità assecondando per intero  la nostra missione generazionale, in tutta la lunghezza del ciclo vitale.

Alla lunga, il cancro sarà debellato ? in termini di eugenetica  sarà possibile eliminare famiglie a rischio  estinguendo generazioni  di persone portatrici  di grande instabilità genetica; in alternativa il prezzo che stiamo pagando di squilibrio  nella gestione del pianeta comporterà una vita piu’ breve anche se molto piu’ intensa e libera da vincoli e coercizioni e l’approfondimento delle scienze della morte,per renderla filosoficamente ed eticamente piu’ accetta ed integrata con il nostro spesso deviante  stile di vita:

si afferma genericamente che ai tempi antichi, nella breve vita dell’uomo il dominio delle infezioni  elideva la possibilità di evidenza del cancro: tutto cio’ è verisimile, ma l ‘evidenza sperimentale della cancerogenesi, non puo’ esser negata  al pari del suo potenziale  epidemiologico, certe enclaves religiose del resto stanno a confermare che la virtu’ e la moderazione possono drasticamente abbassare il tasso di certi tipi di  cancro, ma non abolirla del tutto,anche se in alcuni popoli, come ad esempio i Tuareg l a incidenza di tumori pare privilegiata geneticamente e quindi , inconsistente, fintanto che essi non si trapiantano in regioni ad alto tasso di civilizzazione ,ove, cioè i fattori  di rischio  riescono a travolgere anche i piu’  forti meccanismi  stabilizzatori anticancro.

Immortalità e peccato originale ,quindi, big –bang e cascata energetica che dal caos ha randomizzato le prime forme di vita e che poi  reclama l’annullamento della materia per la reintegrazione della pura energia, questa è la emblematica storia del cancro.

Il suo accanimento di devastazione infierente  sul corpo cachettico  è un monito non di caducità, ma di un irrealizzabile sogno di immortalità , concepito da una cellula che per un istante si è creduta DIO ed  frantuma , ogni giorno, il mito dell’Eden

 

 


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