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19 settembre 2019
Lavoro. Prosegue in commissione Cultura esame pdl alle Camere di AltraER-Pd-Si su utilizzo Rdc per nuove assunzioni



Relatore Alleva (AltraER): “Reddito cittadinanza può finanziare nuove assunzioni tramite incentivi a riduzione dell’orario di lavoro da parte di lavoratori occupati”
 

Prosegue in commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, l'esame della proposta di legge alle Camere finalizzata a utilizzare il reddito di cittadinanza (Rdc), grazie a due modifiche legislativa del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), per creare occupazione stabile a favore di disoccupati o inoccupati. Il progetto di legge è stato presentato da Piergiovanni Alleva, primo firmatario e relatore, Stefano Caliandro, Fabrizio Benati, Antonio Mumolo e Nadia Rossi (Pd) nonché Yuri Torri e Igor Taruffi (Si).

Il reddito di cittadinanza – ha spiegato il relatore Alleva – viene impiegato per finanziare l’assunzione di un disoccupato, se giovane con contratto di apprendistato, mediante la rinuncia di quattro lavoratori occupati a una giornata di lavoro a settimana, su base volontaria e incentivata dal datore di lavoro grazie al contratto di solidarietà espansiva. In pratica, l’importo destinato all’erogazione di un singolo reddito di cittadinanza viene destinato a compensare la perdita salariale, conseguente alla riduzione dell’orario lavorativo da 5 a 4 giorni settimanali, dei quattro lavoratori che scelgono di ridurre il proprio orario di lavoro. Oltre al bonus fiscale a favore dei lavorati che scelgono la riduzione oraria – ha evidenziato il capogruppo di AltraER – una possibile leva compensativa può essere il welfare aziendale (beni e servizi con valore economico: bonus asilo, voucher, etc), che per l’azienda costituisce un costo del lavoro deducibile.

La proposta – ha concluso Alleva – consente di creare posti di lavoro sicuri in grado di riassorbire buona parte della disoccupazione giovanile (in Emilia-Romagna sono 100 mila i giovani disoccupati o inoccupati) e può essere estesa, con le dovute accortezze, anche al pubblico impiego presso Enti pubblici non economici e altre Amministrazioni pubbliche.

Per Stefano Caliandro (Pd) la proposta di legge ha il pregio di rendere efficace il Rdc con una duplice valenza: consentire nuove assunzioni e garantire a lavoratori occupati la possibilità di ridurre l’orario di lavoro senza perdite salariali. La Regione Emilia-Romagna – ha sottolineato – ancora una volta fa da apripista nelle politiche per il lavoro con una proposta legislativa innovativa. L’auspicio è che le Camere e il governo la facciano propria quanto prima possibile.

Per Igor Taruffi (Si) il progetto di legge alla Camere è un utile punto di partenza per affrontare con strumenti innovativi il problema della disoccupazione.

(Luca Govoni)


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