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Politica locale e nazionale - 04 luglio 2011
“Salviamo la scuola al Sant’Anna”

I due consiglieri regionali, Palma Costi e Luciano Vecchi chiedono alla Giunta interventi urgenti per scongiurare la smobilitazione della scuola nella Casa circondariale, frequentata oggi da circa 60 detenuti

 

 

No alla smobilitazione della scuola media al Sant’Anna. La richiesta arriva dai due consiglieri regionali modenesi del PD Palma Costi e Luciano Vecchi. “La scuola – spiegano nell’interrogazione – rappresenta per ogni detenuto una delle poche opportunità di riflessione e di rieducazione, anche perché chi la frequenta consegue titoli di studio con valore legale, utili per espletare attività lavorative”. Per il prossimo anno, invece, tutto ciò è messo a rischio.

Attualmente nella Casa circondariale Sant’Anna circa 60 detenuti frequentano ogni giorno le aule della scuola, fino alle 12 e dalle 13 alle 16.30.Il deterioramento della situazione ha iniziato a manifestarsi già quest’anno: le classi di alfabetizzazione sono passate, infatti, da tre a una, le medie da sei a quattro e le superiori da sei a tre.

La domanda resta forte: se la legge impone – per motivi di sicurezza – un numero massimo di allievi per classe pari a 12, dagli ultimi controlli “la frequenza effettiva nella scuola media era di 12-13 corsisti per classe” mentre “tuttora alla Casa circondariale esiste un elevato numero di domande che gli insegnanti hanno raccolto ma che sono rimaste inevase per carenze d’organico”.

Il prossimo anno poi il quadro rischia di peggiorare ancora e la scuola in carcere di diventare addirittura “una presenza marginale e instabile”. La responsabilità è della soppressione di cattedre attuate dall’Ufficio scolastico provinciale, che ha deciso di “utilizzare i docenti del carcere su altre sedi”.

Per questo – considerando anche che finora la scuola al Sant’Anna “ha sempre svolto attività di educazione alla legalità collaborando con istituzioni locali, tra cui l’Università” – Costi e Vecchi chiedono che la Giunta regionale assuma “iniziative urgenti, interpellando l’Ufficio scolastico regionale e l’Ufficio scolastico provinciale di Modena, affinchè ai detenuti sia assicurata la possibilità di proseguire il loro percorso formativo, evitando di sopprimere cattedre e classi all’interno della struttura penitenziaria”.

 


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