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Politica locale e nazionale - 13 agosto 2011
Manovra bis: “A pagare saranno i soliti noti”

Durissimo il commento del segretario Boschini ai provvedimenti del governo

 

«Nessuna visione, nessun coraggio, nessun vantaggio per i comuni virtuosi, solo misure emergenziali e di cassa. Il federalismo fiscale scompare e a pagare saranno i soliti noti: pensionati, lavoratori dipendenti, pubblico impiego, piccole imprese e le partite IVA. Insomma, l’Italia che non specula, che lavora. E’ quanto emerge dalle prime anticipazioni sulla manovra bis che il Governo si accinge a varare. Si va ancora una volta nel senso dei soli tagli contabili: una manovra depressiva e iniqua. Perciò non sostenibile, che non produrrà le cifre richieste, ma che soprattutto rischia di non convincere quei mercati a cui dovrebbe parlare, per fermare la speculazione. Le misure di promozione dello sviluppo sono del tutto assenti, a quanto pare: nulla per giovani, scuola, ricerca, innovazione, sostegno ad imprese innovative.

Il grosso della manovra è contro gli enti locali, e di conseguenza contro i cittadini. Togliere altri 9 miliardi ai Comuni, dopo i tagli delle ultime finanziarie, significa concretamente tagliare scuole materne, residenze per gli anziani, servizi ambientali e per la sicurezza urbana.

La durissima reazione di Formigoni e Alemanno, certo non sospettabili di pregiudizio nei confronti del governo, dimostra che la manovra sugli enti locali è improvvisata, insostenibile e senza idee.

In più, non sappiamo ancora se Bossi riuscirà davvero a evitare misure sulle pensioni: ma visto il poco o nulla che è riuscito a ottenere dopo Pontida siamo già preoccupati. Aspettiamo ancora di sapere se le nostre proposte per ridurre i costi della politica, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari troveranno qualche recepimento. Ma anche su questo il governo far parole. Non basta certo qualche misura, fumosa e non definita, di prelievo sui redditi elevati o di incremento della tassazione sulle rendite finanziarie, per riequilibrare questi limiti. E’ come un velo leggerissimo, steso su un panorama sconcertante, distruttivo.

Il Partito Democratico, in un momento così grave per il paese, non si sottrae certo alle responsabilità. Ma la responsabilità non si esercita avallando una manovra iniqua: chiediamo che ci siano misure serie per la solidarietà, lo sviluppo, e che i sacrifici siano per tutti, soprattutto per chi nella crisi si è difeso o ha speculato. Ora o mai più. Questo governo ha già fatto perdere quasi dieci anni al paese. Non ci sono più alibi: se ha qualcosa da proporre, lo faccia, altrimenti liberi il paese dall’imbarazzo, e consegni la guida a qualcuno in grado di affrontare la crisi».

 


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