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Politica locale e nazionale - 25 ottobre 2005
Io donna…al fianco, indifferente o ostile alla donna islamica?

Oggi anche la sola concezione che gli islamici riservano alla donna ci lascia perplessi, inquieti e con un po’ di sconcerto.

 

 

 

In questi ultimi anni  vedere tanti musulmani nei nostri paesi e in ogni parte d’Europa, pone a molti di noi interrogativi di carattere sociale e sociologico, e l’insorgere poi del terrorismo accende un ulteriore montante inquietudine. Se da un lato si soffre di una  mancanza di comunicazione da parte dei musulmani riguardante la spiegazione della loro religione e delle loro pratiche dall’altro non ci si può nascondere che esistaBurka.jpg sull’islamismo,  nelle società europee, una grande ignoranza mescolata a tanti pregiudizi. Questi due dati impediscono un approccio  profondo e circostanziato del quale tutti, italiani compresi, avremmo un grande bisogno.

Anche il tema specifico “la donna nell'islam” diventa pertanto un argomento  particolarmente delicato, ma molto attuale per noi occidentali.

Oggi, la grande sfida dei nuovi immigrati islamici consisterà nel loro riuscire ad integrarsi pienamente nella realtà culturale europea, mediando e apportando tutti i cambiamenti necessari in quei comportamenti tipicamente musulmani che si riveleranno in rottura con gli usi, i costumi, le consuetudini e le leggi del paese europeo in parola. Altre strade credibili, reali e concreti nonostante un dilagante allarmismo fatto da “mamma li turchi, non esistono . ( a meno che si intenda per strada percorribile una interminabile sequenza di lotte, attentati, morti e reciproca intolleranza)

Parliamo quindi dello sforzo che i  tanti musulmani che vivono in Europa dovranno sopportare impegnandosi ad approfondire la loro cultura, a leggere i loro testi, onde poter attingere la possibilità di acquisire una loro originale concezione di un islam europeo. Se esistono sfumature e differenti sensibilità tra il “cattolicesimo americano” quello “olandese” e quello “romano” perché non dovrebbe esistere tutto questo  anche tra la ortodossia islamica? Probabilmente in questo modo e con questi presupposti si potrà parlare di grande cambiamento epocale del mondo islamico nel continente europeo.

Anche in questo cammino, decisivo sarà il contributo delle donne musulmane. Mi auguro che molto tragitto venga compiuto insieme con noi donne italiane,laiche e cattoliche. La sfida delle donne musulmane resta verosimilmente quella di superare la censura a cui sono  sottoposte nei loro paesi e che viene esportata pari pari anche in casa nostra. Contemporaneamente, a quelle che risiedono in occidente, si aprirà un’opportunità che dovrà da loro essere colta. In Europa, volendo, ci saranno sempre gli spazi per potere uscire dalla supremazia culturale e censoria maschile.

Per questo va sottolineata la grande responsabilità dell’occidente in generale e dell’Europa in particolare che, in questa fase, si trova ad avere sul proprioDonna islamica.jpg tavolo. Non si tratta solo di raggiungere e garantire la concordia tra le diverse etnie e culture ad esse  collegate, ma la grande sfida di questi anni, per noi occidentali, maschi e femmine, consisterà nel sollecitare, garantire, rispettare e tutelare la lunga marcia alla emancipazione, alla eguaglianza, alle libertà che masse di donne dovranno intraprendere. Un appuntamento, dove in positivo, ognuno dovrà fare la propria parte, ma dove la protagonista culturale sarà senza dubbio, e dovrà essere , la donna dei diversi credi religiosi o delle culture, le più disparate.

In questa ottica ci sembra ancora più attuale il sostegno e l’incoraggiamento di Assia Djebar musulmana alle musulmane: «L’islam si è fatto nella emigrazione, è la sua storia. Il Profeta per mantenere il suo Islam è dovuto emigrare. Oggi la vera sfida, la vera  possibilità di avere un Islam nella modernità e nella democrazia, fedele allo spirito delle origini, si gioca in Europa. Ma sta ai musulmani europei discutere fra di loro…bisogna risalire la memoria anche quando la tradizione sembra essere la più costrittiva…e le donne musulmane devono  ritrovare le loro strategie di sopravvivenza e di vittoria.»

Sicuramente, anche per la donna moderna musulmana, resta molto cammino da percorrere verso la uguaglianza e la parità di diritti con l’uomo. Sono convinta che molta di quella strada noi donne cattoliche, laiche e musulmane  dovremo percorrerla insieme: se non sapremo schierarci al loro fianco la loro emancipazione la vedo spaventosamente piena di ostacoli. Ci sta bene così? Avverto sconcerto e fastidio quando assisto a certe attuali diatribe tra le donne impegnate in politica negli opposti schieramenti.

Esiste una strada selciata di legittimi scontri dialettici che sono il presupposto del divenire in democrazia, ma non capisco quando quella strada la intendiamo come gusto  di prendersi l’un l’altra per i capelli per magnificare le glorie del nostri rispettivi partiti con i loro leaders. Dalle donne impegnate in politica oggi mi aspetto qualcosa oltre lo scontato ed il prevedibile. Chiedo troppo?

 

 


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