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14 maggio 2019
IL CARDINALE FA IL SUO MESTIERE, SALVINI NO

 

Ieri sera un telegiornale, non ricordo quale, ha fatto l’inevitabile collegamento: ad essere occupato, a Roma, non è soltanto il palazzo che ha ritrovato la luce grazie al cardinale Konrad Krajewski. Ce ne sono molti altri, ad esempio quello in mano a Casapound con un danno milionario per l’erario sul quale indaga la Corte dei Conti. 
Ecco là, servito su un piatto d’argento la scusa per non intervenire; se non sgomberi quello aiutato dal cardinale, perché dovresti farlo con l’altro? Quando stiracchi la legalità a fin di bene, c’è sempre qualche carogna che te la ritorcerà contro nel modo peggiore. 
Ascoltiamo le parole del Cardinale: "Ci ricordiamo cosa accadde l'ultima volta che ci fu un blackout a Roma? Mancò la luce per poche ore e fu un dramma. Ecco, adesso s'immagini cosa può significare restare senza luce per sei giorni. Ci sono quasi cinquecento persone, in quel palazzo, un centinaio di bambini. Conosco la situazione da tanto tempo. Dal Vaticano mandavamo l'ambulanza, i medici, i viveri. Stiamo parlando di vite umane". "Sgomberi, famiglie che non hanno un posto dove andare, gente che fatica a sopravvivere. Roma è anche questo, basta andare a farsi un giro nelle nostre stazioni. Dove sono finiti i diritti umani dell'Europa?".
Ha ragione; però ha ragione anche Salvini: "Quel palazzo mi risulta essere di proprietà dell'Inps, che si occupa di pensionati. Sostenere l'irregolarità non è mai un buon segnale".
L’unico problema è che il cardinale fa il suo mestiere e infatti si è dichiarato pronto a pagarne tutte le conseguenze, ma Salvini non fa il suo, ovvero il ministro dell’interno, perché di quelle 450 persone si è fatto carico il cardinale, non lui che pure è al governo.
Quanto ad accusare gli altri di ‘sostenere l’irregolarità’, beh! ci vuole una bella faccia di bronzo! Proprio Salvini che delle regole fa straccetti.


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