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Politica locale e nazionale - 01 novembre 2005
La crisi della politica

 

Se è  vero che la politica cammina con le gambe degli uomini, allora bisogna riconoscere che oggi ciò che vediamo avanzare è tutto fuorché  una politica degna di questo nome. Ho la netta sensazione che il nostro paese, unitamente alla classe politica che si è scelto, stia barcollando su una zattera in completa balìa delle onde . Cosa è capitato dunque a questa Italia e al suo popolo noto e riconosciuto per le sue mille risorse e capacità di risollevarsi dalle situazioni più difficili; per la sua invidiata fantasia che lo ha fatto sempre apparire il più furbo fra i furbi?

Potremmo addossare la colpa alla Cina, all’euro,oltre che ad un destino cinico e baro, ma anche mettendo la testa sotto la sabbia, nonostante ciò che ha promesso,detto, criticato, accusato e smentito dal ministro Tremonti, i problemi restano! La verità è che, come paese, ci siamo illusi di poter saldare tutti i nostri debiti ancora aperti nei confronti della modernizzazione e della normalità (ormai patrimonio acquisito dei paesi del nord Europa) sostituendo le regole severe della Scienza Politica con delle scorciatoie. Queste ci hanno portato completamente fuori strada facendoci dimenticare , tra l’altro, come era  fatta e disegnata la strada maestra. Abbiamo mentito a noi stessi quando abbiamo scelto di affidarci più ai sogni che ci stavano vendendo che alla dura realtà con la quale ogni giorno dobbiamo confrontarci. Con questo inganno abbiamo voluto sostituire il primato della politica con quello del leader,dell’uomo giusto al posto giusto. Stiamo privilegiando ,con i nuovi sistemi elettorali, la figura del candidato Sindaco, del Governatore della Regione , del Primo Ministro rispetto alla “politica” delle coalizioni e dei partiti che li sostengono.

Questo dato non è biasimevole in sé. E’invece discutibile questa scelta di “primati della persona” se non abbiamo anche la consapevolezza che senza fondamenta e culture di riferimento, senza valori e mete virtuose come obbiettivi  non possono esistere progetti di governo credibili e rispondenti né per la singola persona né per la società. La politica non è più vissuta come servizio sapiente e stimolante, ma disciplina fatta di scelte conseguenti a sondaggi di opinione, come se l’emotività dell’opinione pubblica potesse guidarci a solcare i marosi di  una sfida culturale, sociale e economica senza precedenti.Questo è un percorso semplicemente irresponsabile.

Siamo un Paese con evasione fiscale da primato! Lo facciamo con la speranza poi che arrivino dei condoni che sanino le nostre bugie e questi peccati  E’ con questo schema mentale che scegliamo, produciamo, giudichiamo e sopportiamo  una classe politica a volta popolata di insinceri che ci propinano balle su balle.

Giungono dagli USA notizie per noi incomprensibili: 30 anni di carcere per falsa testimonianza.

Ma se un ministro in un mese ci regala tre versioni diverse sul reale consistenza del debito pubblico evidentemente ci sta nascondendo qualche cosa , non ci dice la verità…In compenso il paese non reagisce!

Il  Primo ministro, dopo tutto quello che si è detto e gridato nel parlamento e nel paese sulla guerra in Irak, svela un suo retro pensiero…su quella guerra sorprendendo tutti. Evidentemente non ci aveva detto tutta la verità!


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