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Cronaca - 17 dicembre 2011
Ex deposito Granarolo: sventrato dai furti e rifugio per barboni

Degrado cittadino in via Finzi denunciato da Massimo Guerrini, membro dell'esecutivo della Consulta Comunale di Modena

 

Oltre alla ferrovia-discarica di via Finzi, gli abitanti del quartiere Sacca avevano segnalato un altro grave problema di Via Finzi: «l’ex deposito latte Granarolo, chiuso da oltre un lustro, stabile degradato e frequentato da più individui non identificati.

La recinzione è stata tagliata e aperta in almeno tre-quattro punti, il passaggio è tale che si sono formati veri e propri sentieri di accesso per il calpestìo.

Le porte centrali sono spalancate, così come quelle dei ballatoi nel piano rialzato, idem nei portoni laterali di carico-scarico merci, con evidenti cumuli esterni di rifiuti.

Notati dagli utenti degli orti degli anziani di via Europa diversi individui, anche a gruppi di tre-quattro persone, entrare e uscire dalla struttura attraverso i passaggi nella rete avulsa, a piedi e/o recanti seco biciclette».Io e la giornalista abbiamo voluto verificare, e la situazione di degrado che abbiamo trovato è impressionante.

Attraverso una delle reti divelte siamo riusciti senza alcun problema a raggiungere la struttura.

Nessun ingresso è murato e le porte presenti sono spalancate: per entrare all’interno dello stabile non occorre quindi nessuna fatica.

Sul pavimento degli stanzoni saltano all’occhio una miriade di fili e cavi elettrici tagliati: chiunque sia entrato ha fatto razzia di tutto il rame possibile.

Una delle due centraline è stata addirittura “sradicata” dal muro per poter meglio rubare qualsiasi cosa rivendibile.

I furti non si sono fermati al rame: sono stati asportati tutti i coperchi di ghisa dei tombini esterni, oggi tutti aperti. Guardandosi intorno è semplice dedurre come il luogo sia utilizzato anche da rifugio: per terra, in mezzo alla sporcizia, si trovano calzini, scarponi, mutande, stracci.

E ancora bottiglie vuote di birra, coca, alcol, lattine, scatolette di tonno, forchette di plastica, pacchetti di sigarette o di tabacco, mozziconi e addirittura un gratta e vinci: anche i più disgraziati tentano la fortuna.

Raggruppati a mucchietti, resti di carta bruciata: quello che rimane dei piccoli falò accesi per riscaldarsi nelle fredde serate invernali. All’esterno la situazione non è certo migliore, anzi. Pattume ovunque.

A fianco dell’edificio principale, in una casetta più piccola composta di due stanze, materassi e un’asse da stiro.

Una settimana circa dopo la nostra "visita" all'ex Granarolo, anche una pattuglia di vigili comunali ha ispezionato l'interno della struttura, trovandovi anche refurtiva di vario genere, dal rame ad arredi vari, segno che veniva usato anche come deposito momentaneo di ladruncoli o irregolari che si "arrangiano" come possono.

 

 A questo punto le osservazioni che ho fatto sono queste: «vengono fatti controlli sullo stato di degrado della zona e la pericolosità di certe strutture abbandonate e scarsamente protette dall'intrusione degli illegali?».

E poi «la situazione dell’ex deposito non è forse la diretta conseguenza di un mancato interesse per persone italiane o straniere che vivono in strada? Chi dovrà ripianare i costi per l'eventuale ripristino d'uso di questi immobili così danneggiati? Il Piano emergenza freddo attivato a Modena si occuperà anche di questi casi umani?».

L'anno scorso, come ha dichiarato l'assessore Maletti, si sono registrati 65 accessi agli sportelli del centro di assistenza stranieri, 55 uomini e 10 donne. A questi vanno aggiunte 25 persone aiutate sul territorio. Si perché, quando il gelo si fa sentire, i volontari e la protezione civile comunale escono per portare coperte e bevande calde a chi dorme all'aperto. In caso di gelo eccessivo e nevicate si sta valutando, in accordo con la Prefettura e le Ferrovie, di tenere aperta di notte la sala d'attesa della stazione FFSS. Questo il piano freddo: coperte e thè caldo o vin brulé a chi dorme per strada, quindi si torna a casa al caldo mentre il rifocillato passerà la notte a guardare le stelle e la brina.

Per affrontare il problema senzatetto, il loro bisogno giornaliero e il conseguente degrado che provocano forse si potrebbe fare come a Bologna, dove i clochard leggono sull’ultima pagina di “Piazza Grande”, il giornale dei senzatetto bolognesi nato nel 1993, le informazioni su una cartina del Centro Storico, dove è riportata l'ubicazione dei 46 punti in cui i “barboni” possono gratuitamente mangiare, ricevere aiuto, assistenza legale e medica, sostegno su problemi legati ad alcol, droga e violenza, curarsi i denti, fare bagni e docce calde, dormire al caldo.A questo proposito sono 7 le strutture che si occupano di accogliere persone a Bologna, dai senzatetto agli immigrati, dai tossicodipendenti ai punkabestia, per un totale di 371 posti letto disponibili. E a Modena ? 

Certo, i capannoni dismessi non mancano, saranno un centinaio.


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