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Politica locale e nazionale - 15 ottobre 2011
Approvato il PAL per la provincia di Modena

Dai comuni voto all’unanimità

 

Con il voto unanime della Conferenza territoriale sociale e sanitaria – l’organismo che comprende tutti i 47 Comuni della provincia di Modena – è stato approvato nella seduta di venerdì 14 ottobre il nuovo Piano Attuativo Locale (Pal), lo strumento di programmazione dei servizi sanitari. Documento di valenza triennale, il “piano regolatore generale della sanità” guarda in realtà a un orizzonte più ampio e costituisce lo strumento di raccordo fra la gestione della sanità a livello regionale e gli enti locali. Presentato dai direttori generali dell’Azienda Usl e dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico, il documento di 86 pagine è stato messo a punto da oltre 150 tecnici delle due aziende e dell’Università, suddivisi in gruppi di lavoro, in base alle linee di indirizzo indicate dalla Conferenza dei sindaci. Quattro i principi-chiave: il potenziamento dell’assistenza e dei servizi forniti sul territorio; la rimodulazione dei ruoli delle strutture ospedaliere; una maggiore integrazione tra i servizi esistenti; la semplificazione organizzativa.

Il Pal è stato approvato dopo un percorso durato quasi un anno e mezzo, durante il quale sono state ascoltate le proposte e i suggerimenti non solo degli “addetti ai lavori” ma anche dei cittadini, in assemblee e incontri pubblici e attraverso il sito web www.pal.provincia.modena.it, dove è consultabile il documento. Il testo approvato recepisce alcuni emendamenti tecnici e diversi impegni assunti nel corso delle consultazioni

L’approvazione di questo Piano – spiegano Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, presidenti della Conferenza territoriale – è un atto di responsabilità, indispensabile per garantire il mantenimento di un sistema sanitario pubblico diffuso su tutto il territorio e di grande qualità. Le esigenze della popolazione sono mutate, il mondo stesso della sanità è in continua evoluzione. A questo si aggiunge il tema delle risorse economiche, sempre più ridotte. Non solo: rispetto a un anno fa, il quadro è ulteriormente peggiorato, e questo potrà richiedere correttivi rispetto alle attuali previsioni”.

“La sfida, uscendo da una logica conservatrice – aggiungono Sabattini e Pighi - era quella di trovare nuovi modelli e forme organizzative per rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni degli utenti. A giudizio degli enti locali, questo risultato è stato raggiunto dal Pal che consente di preservare e potenziare quella grande ricchezza che è il sistema a rete. Un sistema, cioè, che supera la concezione localistica e mette a disposizione di tutti i cittadini della provincia le migliori professionalità e tecnologie disponibili. Un sistema – aggiungono Sabattini e Pighi – che non ruota esclusivamente intorno alla rete di ospedali, peraltro molto diffusa, ma fa della medicina di territorio il nodo strategico per il futuro. Perché gli ospedali sono il luogo dell’emergenza, dell’evento “straordinario”, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini si attende una risposta efficace ed efficiente alle necessità quotidiane, alla prevenzione o alla cura delle malattie croniche”.

 

Centralità al territorio, con soluzioni innovative come le Case della Salute, poliambulatori territoriali sempre aperti dove il cittadino trovi medici di medicina generale, di continuità assistenziale e per l'emergenza, punto prelievi e servizi di diagnostica di radiologia ed ecografia di base (14 le strutture previste, da realizzare entro il 2015). Sono alcune delle novità previste dal Pal che, sempre per quanto riguarda il territorio, consentirà l’istituzione di 30 nuovi posti-letto di lungo-assistenza per malati con patologie croniche e per le dimissioni protette e 18 posti-letto in strutture residenziali per le cure palliative, equamente  distribuiti nelle tre aree della provincia (nord, centro e sud); la gestione dell’hospice del Com verrà trasferita a livello territoriale, a gestione infermieristica.

Purtroppo il dibattito politico di questi mesi si è incentrato quasi esclusivamente sugli ospedali – rilevano Emilio Sabattini e Giorgio Pighi, presidenti della Conferenza territoriale - alimentando una competizione tra strutture che, invece, va assolutamente evitata”.  Il Pal, al contrario, prevede la forte integrazione fra Azienda Usl e Policlinico, con la creazione di un presidio unico provinciale per il coordinamento di tutte le strutture ospedaliere. Superando l'attuale classificazione per reparti, gli ospedali sono caratterizzati sempre più come luoghi dove curare i pazienti acuti e si suddividono in provinciali (Policlinico e Baggiovara), d’area (Carpi e Sassuolo) e di prossimità (Mirandola, Castelfranco, Pavullo e Vignola). Aumentano i letti di lungodegenza e diminuiscono quelli chirurgici, crescono day hospital e chirurgie ambulatoriali. Gli investimenti vanno nella direzione di migliorare impianti, sicurezza, logistica con un unico magazzino provinciale e il potenziamento tecnologico.

In molti hanno fatto leva sulle paure dei cittadini, paventando il depotenziamento o addirittura la chiusura degli ospedali periferici. La realtà – precisano Sabattini e Pighi – è ben diversa. E’ stata introdotta una riorganizzazione funzionale per area geografica e intensità di cura, in linea con quanto sta accadendo non solo in altre regioni italiane, ma anche nel resto del mondo, con l’obiettivo prioritario di assicurare il massimo livello di sicurezza per i pazienti.  Per quanto riguarda i piccoli ospedali, il Piano Sanitario Nazionale approvato dal  governo – precisano Pighi e Sabattini – indica lo sviluppo di una duplice integrazione, verso gli ospedali maggiori e verso le funzioni assistenziali distrettuali. E’ esattamente quello che prevede il Pal. Anzi, siamo andati addirittura oltre, mantenendo il punto nascita di Pavullo che, in base alle direttive del ministero della Salute, avrebbe dovuto chiudere. Ma il sistema degli enti locali, proprio perché attento alle peculiarità e specificità del territorio, in particolare di quello montano, ha chiesto e ottenuto dalle Aziende sanitarie che si trovasse una soluzione per preservare questo importante servizio”.

In un quadro di risorse economiche in continua diminuzione, “la scelta di potenziare la rete territoriale è resa possibile dal forte impulso a una maggior integrazione dei servizi esistenti e alla semplificazione organizzativa- spiegano Sabattini e Pighi – andando a tagliare tutto ciò che non incide sull’assistenza ed eliminando i doppioni. Accorpamenti, come la creazione di tre macro-aree, e integrazioni servono a ridurre la spesa ma anche a rendere più efficiente il servizio, facendo dialogare ancor meglio le due Aziende sanitarie”.

Sabattini e Pighi sottolineano infine il “ruolo centrale dell’Università, che ha partecipato attivamente ai gruppi di lavoro impegnati nella definizione del Pal. Formazione, ricerca e assistenza devono integrarsi in maniera ancora più forte rispetto al passato, per migliorare l’efficienza del sistema”. 

Alle migliaia di cittadini che si sono schierati a difesa degli ospedali – osservano infine Sabattini e Pighi – vogliamo assicurare che i loro rappresentanti, cioè i sindaci, hanno svolto in questi mesi un ruolo importantissimo di vigilanza, avendo sempre come obiettivo primario la tutela degli interessi delle proprie comunità. La loro attenzione non verrà meno anche in futuro: verrà infatti istituito un Osservatorio provinciale per la rendicontazione dei risultati di questo Piano, che permetterà di conoscere in tempo reale le eventuali criticità e di intervenire in tempi rapidi”.

 

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Gli emendamenti introdotti al documento dal “ruolo strategico” dell’ospedale di Pavullo alla lungo-assistenza di Finale Emilia

 

Rispetto alla proposta di Piano Attuativo Locale presentata alla Conferenza territoriale il 5 luglio scorso, il documento approvato oggi è stato modificato in alcuni punti inserendo una quindicina di emendamenti, in gran parte di natura tecnica o semplici errata corrige. Alcune variazioni, invece, sanciscono gli impegni che i vertici della Conferenza hanno assunto nel confronto con le comunità locali e con gli altri soggetti coinvolti nella discussione sul Pal.

Un emendamento riguarda Finale Emilia e prevede il mantenimento degli “attuali servizi presenti nell'ospedale fino al compimento e all'entrata in funzione della Casa della Salute. E’ prevista l'integrazione dei letti di lungo-assistenza con i 10 letti di lungodegenza, secondo le necessità della rete di presidi della macroarea Nord. Nel breve termine altri 10 letti di lungoassistenza saranno attivati a Castelfranco e altrettanti nell’area Sud. Nel medio termine si valuterà l’attivazione di nuovi letti di lungoassistenza rivolti particolarmente alle realtà delle Case della Salute”. Per quanto riguarda gli hospice per l’assistenza ai malati terminali, a fronte dell’eventualità che soggetti privati del terzo settore realizzino e gestiscano strutture territoriali è prevista “la possibilità di un convenzionamento parziale da parte dell’Ausl”.

Un altro emendamento riguarda poi “il superamento di una unità operativa di chirurgia generale al Policlinico con sviluppo dell’attività di day surgery e chirurgia ambulatoriale”. Si conferma, inoltre, che l’ospedale di Baggiovara “è sede del trattamento dei traumi maggiori dell’emergenza-urgenza dell’adulto, e presso il Policlinico sono garantite le prestazioni in ambito pediatrico e ostetrico”.

Per quanto riguarda l’area della montagna, un apposito emendamento sottolinea “la funzione irrinunciabile e strategica dell’ospedale di Pavullo nell’ambito della rete assistenziale modenese, in considerazione delle peculiarità del territorio dell'Appennino”.

Il presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, Emilio Sabattini, ha dichiarato inoltre nel corso della seduta che “nella realizzazione delle Case della salute, sarà data priorità di realizzazione all’area della montagna”, confermando inoltre l’impegno assunto per quanto riguarda la guida dei reparti di Ostetricia e Pediatria: “Il direttore generale dell’Azienda Usl ci ha comunicato che gli attuali primari dell’ospedale di Sassuolo assumeranno il ruolo di primario anche per l’ospedale di Pavullo, in un’ottica di forte integrazione e sinergia tra le due strutture”. 

 

Cs

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