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15 novembre 2020
Mancanza responsabilità comunicazione contagi studenti scuole Modena

Gentilissimi,

Vi scrivo sottoponendoVi alcune riflessioni e fatti (a mio parere sottovalutati e gravi in merito alla mancanza di comunicazione tra AUSL, scuole e famiglie, perché esistono precisi profili di responsabilità civile e penale in capo a ciascuno dei referenti preposti a tutela della salute pubblica) in merito alle situazioni di contagio tra gli studenti delle scuole modenesi, spesso comunicate in ritardo. La mancanza di comunicazione efficace, buon senso e capacità gestionale genera panico, rabbia, incertezze ed allarmismo.

Non mi sembra corretto che per colpa di una sempre più insopportabile mancanza di capacità organizzativa e coordinativa determinate informazioni viaggino attraverso il tam tam dei media e che le famiglie non ricevano notizie in forma prioritaria neanche in sedi ufficiali come il CdI o CDC o il DS.

A chi spetta il dovere di informazione ai genitori, di monitoraggio, di contact-tracing e di comunicazione dei casi alle famiglie? Mi chiedo altresì se l’AUSL abbia provveduto al tracciamento dei contatti o se ci troviamo, come sempre, in balia dei soliti fantomatici referenti Covid fantasma?

E’ di difficile comprensione come la Dirigenza e tutti i collaboratori, nonché il Responsabile Covid della scuola non comunichino con qualsiasi mezzo e tempestivamente la situazione di contagio o casi quarantena alle famiglie che le apprendono in prima battuta dai media anziché dai referenti preposti!

Voglio pensare che si tratti di un episodio increscioso e come tale possano essere sfuggiti i canali ufficiali di una corretta informazione (o disinformazione per la totale mancanza di comunicazione e superficialità nel non informare tempestivamente e direttamente gli interessati di questa delicata questione)...

Mi chiedo perché la scuola non promuova un’azione di informazione tempestiva in sinergia con l’AUSL ai fini di fornire indicazioni precise a tutela dell’incolumità dei propri docenti e della propria comunità scolastica.

Pur riscontrando la singolarità del periodo emergenziale e i protocolli da rispettare non è ammissibile la TOTALE MANCANZA DI COMUNICAZIONE TEMPESTIVA, nonché di buon senso quando in gioco c’è la salute pubblica! A causa dei ritardi nella comunicazione da parte dell’ASL ai docenti/studenti/comunità scolastica e   dell’avvio dell’isolamento in seguito al tracciamento dei contatti stretti, i docenti, gli studenti, il personale scolastico e i dirigenti scolastici si trovano spesso nella condizione di essere a conoscenza del contatto con un positivo ma di non vedersi attivare il provvedimento di isolamento se non dopo alcuni giorni.

Sono conscia, purtroppo, del fatto che i DS non possano emettere provvedimenti per isolare il personale e/o la comunità scolastica perché si tratterebbe di provvedimenti sanitari che non rientrano nelle loro competenze; al tempo stesso però si prendono una gravosa responsabilità nel non avvisare il personale/la comunità scolastica e nel non isolarli, perché potrebbero concorrere all’aumento di contagio.

I docenti, allo stesso modo, se vengono a sapere di aver avuto contatti con un positivo non possono non segnalarlo; ma se il provvedimento della ASL non arriva e il dirigente non può isolarli, si trovano in una situazione di totale impotenza. Ciò è gravissimo in generale, ma lo è ancora di più in ambiente scolastico, dove carenze di questo tipo possono mettere a rischio la salute di molte persone.

I medici, i dirigenti scolastici, i docenti non possono colmare il vuoto che si viene a creare se la ASL comunica con alcuni giorni di ritardo i provvedimenti di isolamento.

Di fronte alla mia richiesta di potenziamento del servizio in modo che i provvedimenti sanitari di isolamento siano comunicati immediatamente non ho avuto risposte... Mi chiedo, inoltre, perché non siano attivati con la massima urgenza i tamponi rapidi per studenti e personale scolastico e che siano istituiti i presidi sanitari nelle scuole come previsto dalla normativa....

E’ necessario farlo, per arginare catene di contagi e per garantire il diritto all’istruzione proteggendo al tempo stesso gli studenti, le studentesse e tutto il personale scolastico.

Credo che sia necessario non mentire a sé stessi e, soprattutto, alla collettività, non solo quando sia richiesta la compilazione di un modulo diretto al pubblico ufficiale, ma anche quando il presupposto della socialità sia la mancanza di sintomi e di rischio.

Di fronte alla pandemia non esistono bugie innocenti e i bugiardi, così come coloro che non rispettano le regole di protezione e di distanziamento, vanno puniti! 

Occorre divulgare correttamente e tempestivamente le informazioni e sanzionare severamente i comportamenti scorretti per evitare che le bugie e/o le omissioni diventino sempre più contagiose!

Perciò suggerisco questa riflessione:

 

Alunni in quarantena (volontaria o disposta da AUSL?) ... Ma la classe non va in quarantena?..

Ira di un genitore (gli altri genitori no) ma la Dirigente Scolastica: «Non tocca a me farlo»...

 

La dirigente della «Guidotti»: «Ci sono i protocolli: l’AUSL non ha disposto la quarantena o l’isolamento fiduciario con attivazione della sorveglianza sanitaria per gli alunni della classe. Non ho alcuna autorità per obbligare i bambini a restare a casa».

Il ragionamento non fa una piega dal punto di vista normativo. Ma si scontra con il buonsenso di un mondo della scuola costretto a convivere con la pandemia senza il giusto supporto. Gli uffici incaricati di tracciare e trovare i contagi, sono nel caos. Ricevere una risposta ufficiale (o semplicemente un’informazione) è una chimera da settimane.

Quasi la totalità dei Dirigenti Scolastici modenesi sono stati abbandonati davanti alla tempesta. Per questo motivo, come mai non scelgono di adottare un comportamento “illuminato” (ricordando anche i profili di responsabilità civile e penale in capo a ciascuno dei referenti preposti a tutela della salute pubblica) scegliendo di aggirare l’ostacolo (l’attesa dell’ordine ufficiale di quarantena) imponendo autonomamente la didattica a distanza a quelle classi con un contagiato?

Per farlo basterebbe riscrivere il vocabolario. Per cui, vietato parlare di «quarantena», quella spetta all’AUSL e alla Regione. Meglio sostituirla con la parola meno impegnativa «allontanamento». 

Stratagemma da azzeccagarbugli? No, vaccino contro i virus della burocrazia e dello scarico di responsabilità tra enti. 

Secondo la risposta al quesito scritto posto da un genitore preoccupato la Dirigente Scolastica sostiene che dobbiamo portare i figli a scuola senza preoccuparci....

 

Allego la mia richiesta di spiegazioni al DS (dirigente scolastico) e sua risposta.

 

Grata per l’attenzione che vorrete dedicarmi e a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento porgo cordiali saluti 

 

 

(una mamma preoccupata)

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