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26 marzo 2020
Emergenza coronavirus. Gibertoni (M5s): dotare di saturimetro i medici di medicina generale



La soluzione proposta dalla Cinquestelle avrebbe lo scopo di "consentire un monitoraggio efficace dei pazienti domiciliati" in modo da alleggerire l’impatto sugli ospedali

"Dotare di saturimetro i medici di medicina generale e tutti i servizi dell’assistenza domiciliare per consentire un monitoraggio efficace dei pazienti domiciliati e alleggerire l’impatto sugli ospedali". La proposta arriva da Giulia Gibertoni (M5s) che oggi ha presentato un'interrogazione in cui chiede alla Giunta anche di "agevolare le interazioni tra il sistema sanitario territoriale e quello ospedaliero per ottimizzare i percorsi terapeutici e dell’assistenza".

Nell'atto ispettivo, la consigliera sottolinea "la scarsità di posti letto in terapia intensiva", rimarcando come la situazione delle cure territoriali sia "altrettanto drammatica". Infatti, spiega, "dal momento dell’insorgere dei sintomi simil-influenzali l’unico riferimento è il medico di medicina generale" ma, secondo Giulia Gibertoni, "in molti casi gravi questi non sono nelle condizioni di effettuare le visite domiciliari periodiche, utili per una seria vigilanza. Con estrema evidenza- continua- emerge quindi la necessità di dotare di saturimetri almeno i medici di medicina generale per consentire un monitoraggio efficace dei pazienti domiciliati".

Non solo: la consigliera punta il dito anche contro l'assistenza domiciliare specifica per i casi sospetti di Covid-19 visto che "non è una realtà operante in tutta la regione". E aggiunge: "Sembra che i medici di medicina generale non ricevano i dati di tutti i soggetti che, per un motivo o per l’altro, devono rimanere al proprio domicilio: i soggetti fragili (anziani e cronici), quelli positivi in quarantena e quelli in autoisolamento che hanno fatto segnalazione all’Azienda Usl. La logica organizzativa dei servizi sanitari territoriali- afferma- dovrebbe essere quella di evitare di ingolfare gli ospedali laddove il trattamento del paziente potrebbe essere affidato alla rete primaria e dalla stessa gestito. Nel caso specifico di contagio da coronavirus, solo di fronte a una reale emergenza si dovrebbe procedere al trasferimento in strutture ospedaliere. La situazione in essere ha evidenziato che l’organizzazione dei servizi sanitari territoriali di assistenza non è stata integrata compiutamente con il sociale e con i servizi ospedalieri e vive ancora un isolamento che non è funzionale a creare sinergie e alleviare il ricorso alle strutture ospedaliere"

Per questi motivi la pentastellata invita l'esecutivo regionale anche a "rafforzare i servizi sanitari territoriali con strumentazioni specifiche ma anche con dispositivi di protezione individuale adeguati e aumentare, dove possibile, il numero di operatori sanitari, al fine di dare una risposta territoriale più performante".

(Andrea Perini)




 
 

 


 

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