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Politica locale e nazionale - 06 dicembre 2005
Schegge di vitalità.

Mentre grandi entità geografiche come la Cina e l’India stanno assumendo anche le caratteristiche di nuovi colossi economici dell’oriente, dopo secoli di letargo, il Censis manda a dire agli scettici di casa nostra che dobbiamo finalmente registrare nel nostro paese il riaffiorare di “schegge di vitalità!”

Ma cosa significano per il nostro paese reali schegge di vitalità?

Forse si tratta di sottolineare che piccolo è bello; probabilmente non si vuole dimenticare che in mezzo ad una generale stagnazione, qualche punta di diamante sta brillando e dimostra che alzare la testa e riprendere il cammino è possibile.

Siamo pronti così a rialzarci dopo la crisi ciclica. È vero che occorrerà sottoporsi ad un normale “tagliando”, ma poi  tutto volgerà al sereno e alla normalità tipica di paese tra i sette più industrializzati del mondo.Tutto a posto quindi, tutto nella norma?

Personalmente non sono convinto.

Secondo voi è normale che il nostro paese continui ad essere spaccato, diverso e diviso socialmente, antitetico - economicamente parlando - tra nord e sud dell’Italia?

Con il paese in lotta perenne al proprio interno, senza un minimo di unità condivisa, come se fossimo ancora alla contesa tra guelfi e ghibellini, lacerato da una lotta di de-legittimazione reciproca tra gli schieramenti politici in campo , noi pensiamo, crediamo e ci illudiamo veramente di salvarci da un inesorabile declino?

Questo nostro  paese che galleggia da anni su una elusione ed evasione fiscale da guinnes dei primati, che ama attestarsi su livelli di vita al di sopra delle sue reali e concrete possibilità, che ha fatto poi ricorso ad  un indebitamento pubblico che ha pochi eguali nel mondo … forse gioca, scherza, fa finta di non sapere e di non capire ….o ha ben chiaro cosa gli sta capitando se non cambia radicalmente il suo cicaleccio?

Con queste premesse invece di convertirsi per divenire un normale paese europeo continua a sottovalutare le sue contraddizioni e i suoi limiti culturali affidandosi anche ai Santi pur di non cambiare.…

E un bel giorno gli apparve  su dei  manifesti un uomo truccato e camuffato di dieci anni più giovane…. Invece di insospettirsi si comportò come Pinocchio nel paese dei balocchi….. Credette  veramente, che grazie alla fata turchina, seminando delle monetine potesse sorgere  l’albero dei soldi…..…E quell’uomo che appariva su maxi manifesti più giovane, grazie ad una fotografia scattata dieci anni prima, sembrava  proprio il fidanzato della fata Turchina e infatti, a noi popolo di grandi evasori fiscali, con un debito di oltre un milione di miliardi di vecchie lire, venne non solo a proporre “meno tasse per tutti”, ma anche la promessa che in cambio il nostro paese avrebbe registrato anche una crescita economica impensata (oltre il 3 per cento del PIL) liberandoci poi dai comunisti che le tasse le aumentano e che sono sempre pronti a riprendere a mangiare i bambini!

La maggioranza ha riposto fede in lui. Il credere che si potesse realizzare tanta assurdità economica stava a dimostrare che il nostro declino morale, civile era già iniziato e il nostro sperare nei miracoli del fidanzato della fata turchina ne era la macroscopica dimostrazione. Nel frattempo un’ altra legislatura si è, consumata senza rimediare ad un solo dei nostri mali o difetti congeniti.

Il fidanzato della fata ci ha lasciato un paese migliore rispetto a come lo ha trovato?

Piuttosto che rispondere preferiamo leggere che in casa del nostro vicino tengono nascosta la spazzatura sotto il tappeto.

Nel frattempo il Censis analizzando il nostro stato di salute ci dice che stiamo vivendo schegge di vitalità. Di sicuro a ore si aprirà una campagna elettorale durissima …e le schegge perderanno qualche vitalità.

Un personaggio politico di governo noto per la sua creatività smisurata come la sua superbia…con umiltà parla di “grande coalizione” dopo le elezioni, a mò dei nostri vicini germanici, come rimedio per superare la malattia. Perché no? A condizione che si faccia una grande operazione, in profondità, che riesca a normalizzare il popolo italiano: una bella realtà che si dispiega da Campione d’Italia fino a Lampedusa.

Io credo che le grandi sfide globali fatte sul terreno del benessere e del pacifico progresso le debba vincere un popolo, non qualche sua scheggia!

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