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Sanità - 08 novembre 2005
Dislessia

 

Ciao mi chiamo Emanuela, sono sposata. Voglio parlare di dislessia. Di getto ho scritto il termine tutto maiuscolo come per attirare l’attenzione! Actung! Attenzione, e poi tutto maiuscolo per dire pericolo o malattia o come qualcosa da rifuggire. Se faccio così sbaglio pure io ed ecco che brava, brava scrivo dislessia  in minuscolo proprio come quando si scrive di cose normali.La nostra Bambina è dislessica, io pure lo sono, ma non siamo delle deficienti o delle anormali. La stranezza consiste nel fatto che  apparteniamo a un 5 % della popolazione che utilizza la parte destra del cervello anzichè la sinistra.Il mondo è pieno di grandi dislessici da Einstein a Michelangelo a Leonardo da Vinci ecc... eppure siamo considerati dei diversi, inferiori perchè facciamo fatica a leggere, ad imparare le tabelline ecc...

La dislessia è poco conosciuta dalla massa infatti tanti sono i bambini che non vengono diagnoisticati e la scuola li considera "non volenterosi, svogliati ecc.eccc..." i genitori naturalmente inveiscono ed i bambini  arrivano a considerarsi degli incapaci. La loro autostima viene annullata. La scuola dovrebbe adottare degli strumenti compensativi per aiutare il bambino dislessico, ma questo non sempre viene fatto. E' un argomento decisamente interessante e da approfondire,ne possiamo discutere?

Senza tanti giri di parole è un argomento da sensibilizzare, ma non come handicap (come spesso accade) ma come risorsa…..




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