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  www.dabicesidice.it - Numero d'archivio - Nr. 222 - Aprile 2010 -
da Bice si dice
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Natale
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Nemmeno
19 luglio 2009
L'albatro
IL CANE E IL VECCHIO
Versi di un tempo che fu ... Commiato
Versi di un tempo che fu ... La voce
Versi di un tempo che fu ... Mia madre
Versi di un tempo che fu ... La pioggia nel pineto
Versi di un tempo che fu ... Re Travicello
Versi di un tempo che fu ... L'orfano
Versi di un tempo che fu ... I pastori
Versi di un tempo che fu ... La mia sera
Versi di un tempo che fu ... Il cinque maggio
Versi di un tempo che fu ... La Canzone di Legnano
Versi di un tempo che fu ... Mezzogiorno alpino
Versi di un tempo che fu ... Valentino
Versi di un tempo che fu ... Risveglio di Pasqua
Versi di un tempo che fu ... Alla Luna
Versi di un tempo che fu ... Che dice la pioggerellina di Marzo?
Versi di un tempo che fu ... La quiete dopo la tempesta
Versi di un tempo che fu ... Canzone di marzo
Versi di un tempo che fu ... A Silvia
Versi di un tempo che fu ... L'infinito
Versi di un tempo che fu ... Il passero solitario
Versi di un tempo che fu ... Il sabato del villaggio
Versi di un tempo che fu ... Balilla
Versi di un tempo che fu ... Davanti San Guido
Versi di un tempo che fu ... I Magi
Versi di un tempo che fu ... La Notte santa
Versi di un tempo che fu ... Le ciaramelle
Lettere legate col nastrino e il Dalai Lama
Versi di un tempo che fu ... Carrettiere
Versi di un tempo che fu ... La Spigolatrice di Sapri
Versi di un tempo che fu ... La partenza del boscaiolo
Le porte di Zerzura
Versi di un tempo che fu ... San Martino
Versi di un tempo che fu ... San Martino del Carso
Versi di un tempo che fu ... Pianto antico
Versi di un tempo che fu ... Funere mersit acerbo
13 agosto 1988
Versi di un tempo che fu … Veneziana
Versi di un tempo che fu … La cavalla storna
Versi di un tempo che fu ... Il grillo
Versi di un tempo che fu … Lucciole
Versi di un tempo che fu ... Il bove
Versi di un tempo che fu … Ode a Venezia
Versi di un tempo che fu … L’aquilone
Versi di un tempo che fu … Le monachine
I giorni del silenzio
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Perché le persone gridano quando sono arrabbiate

I suoi auguri di Natale sono stati  un grazioso mazzo di fiori di campo, foglie verdi, margherite gialle e bianche..oggi la stessa amica cara  mi ha donato  Bouquet campo.jpgquesta riflessione, attribuita a Gandhi. La ringrazio e per farle un omaggio la pubblico,certa che piacerà anche a Voi, perchè contiene grandi verità.  Grazie  C.

  A.Z.


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" 
disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare:

"Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:

"Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più  arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."

Infine il pensatore concluse dicendo:  

"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Gandhi

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