Alle molte leggi precise ed esatte che regolano il nostro mondo, se ne assommano altre che di esatto hanno ben poco, eppure proprio da ciò che non è prevedibile, quantificabile, misurabile, da scienze non esatte, come la medicina, la meteorologia, l’economia, la sismologia, etc., dipendono la nostra salute, la nostra sopravvivenza, il nostro futuro.
"Proviamo a spegnere e riaccendere".
Che l’informatica non sia una scienza esatta, un po’ lo si sospetta, quando un tecnico, una persona addentro ai misteri dell’hardware, per risolvere un problema al nostro PC se ne esce con questa frase, desolante, nel suo evidente empirismo.
Eppure, se il problema è di poco conto, o talvolta anche se è un po’ più serio, quel semplice comando, spegnere e riaccendere, permette allo stesso PC, nei misteriosi suoi anfratti, nei microscopici suoi miliardi di bit, di riprendersi, di riconfigurarsi, di riaversi da uno stato di squilibrio, di disagio, di malfunzionamento. Fermandosi un momento, sempre per usare una terminologia tutt’altro che scientifica, in un certo senso tira i remi in barca, fa il punto della situazione e poi riparte, come se nulla fosse stato, eliminando l’errore di un comando sbagliato, liberandosi della zavorra di innumerevoli file temporanei che lo appesantiscono inutilmente e lo rallentano.
Poi, con l’uso, con il trascorrere del tempo, tornano gli stessi problemi, si accumulano i file temporanei, si fanno piccoli e grandi involontari errori nei comandi, si intrufola qualche cavallo di Troia, si insinua qualche spione, si verificano certi inattesi imprevedibili arcani…e allora, se ancora la situazione non è compromessa, se si può ancora salvare il salvabile, può essere sufficiente ripetere quel buffo, all’apparenza, comando di spegnere e riaccendere, e almeno per un altro po’ di tempo tutto torna a posto.
Per quanto empirico, questo sistema funziona e non sarebbe male, in qualche modo, anche nella nostra società, ogni tanto poter spegnere e riaccendere, eliminando i guai dei comandi sbagliati, gli errori di configurazione, e vorremmo tanto che, alla stregua di file temporanei, alla riaccensione non dovessimo più avere a che fare con le amministrazioni incapaci e corrotte, con le beghe fra le opposte fazioni, con le lotte intestine nei partiti, con i giudici incapaci, con i nababbi occupati a difendere con le unghie e con i denti la loro condizione di privilegiati, con i fannulloni che vivono alla spalle dei cittadini laboriosi. E, una volta ristabilita la configurazione ottimale, certo non sarebbero eliminate, ma tarderebbero a ricomparire certe meschine figure, come i delinquenti, come gli Sherlock Holmes improvvisati, che dileggiano la Polizia di Stato e gli uomini che la compongono; come i detrattori della Chiesa e dei sacerdoti, per partito preso; come le persone inutili che vivono le loro inutili vite all’insegna del divertimento, come i suini a due zampe, che hanno della donna un basso concetto e un circoscritto interesse; come gli incapaci, i millantatori, i calunniatori, i falsi amici. Sono le belve umane e gli insetti umani, perché anche nel male c’è una oscura grandezza e a certi miserabili si addice solo il paragone con gli insetti.
Non sarebbe male, poter staccare un attimo, magari nella pausa che tutti, vacanzieri o strenui irriducibili cittadini, ci concediamo, prima del ritorno alla piena attività autunnale, non sarebbe male,dicevo, spegnere, riaccendere, e ripartire…senza il nostro scandalo quotidiano, con nomi altisonanti indagati, senza l’ennesimo errore giudiziario, senza lo spettacolo indecente dei delitti impuniti. Sarebbe bello riprendere la vita quotidiana, senza doverci indignare per il comportamento di insospettabili buoni monsignori, senza dover ingoiare i rospi delle ingiustizie perpetrate, senza sentirci cittadini di serie B, di fronte alle caste e alle supercaste di privilegiati, siano essi politici, giudici o altre nullità.
Sarebbe migliore la vita.
E ,nvece, “la vita oscilla, tra il sublime e l’immondo, con qualche propensione per il secondo”.
Certamente per coloro i quali sanno sempre tutto, sanno come risolvere tutto, hanno pronta la ricetta per ogni cosa, anche Montale dice delle ovvietà.
Ma sono ovvietà alle quali è difficile abituarsi, questo almeno lo dovrebbero riconoscere.